francobolli rari da collezione e investimento

Il più abile falsario di tutti i tempi

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Risponde al nome di Jean De Sperati l’uomo ad oggi riconosciuto come il più abile falsificatore di rarità filateliche che sia mai esistito. Si è guadagnato la sua fama grazie a delle imitazioni talmente accurate da ingannare l’occhio dei più rinomati esperti del suo tempo, al punto che si ritiene tutt’oggi che numerose sue contraffazioni possano latitare tra le più importanti collezioni del mondo.
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La filigrana Ruota Alata del II tipo

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La Ruota Alata del II tipo fu prodotta a partire dal 1946. Veniva realizzata “in piano”, per cui impressa tramite pressione su carta umida da una bobina, sulla quale era cucita una fitta trama da 44 ruote per ogni riga, per un totale di 90 centimetri di larghezza.
La cucitura della bobina stessa presentava un tappeto di piccole ruote completamente uniforme, senza interruzioni o diciture interposte tra di esse.
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La filigrana Ruota Alata del I tipo

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La filigrana Ruota Alata del primo tipo fu prodotta a partire dal 1944 e cadde in disuso nel 1952, comparendo per la prima volta su un francobollo nel maggio 1945, impressa sul retro della serie Imperiale senza fasci, in periodo di Luogotenenza del Regno d’Italia.

Sostituva la vecchia coroncina, semplicemente rimpiazzandola nella banda della bobina di carta; inizialmente era conosciuta col nome di “Ruota della Fortuna”, o anche “lumachella” per l’aspetto che assume se guardata capovolta.
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La vita e la morte del Gronchi Rosa

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Il termine “Gronchi Rosa” è entrato nel linguaggio comune come un’espressione che indica qualcosa di molto raro e prezioso. Si deve questa accezione al prestigio che, in maniera molto maggiore di ogni altro esemplare filatelico italiano, esso si è guadagnato nel tempo.

Spesso la notorietà e la rarità di un francobollo sono strettamente collegate tra loro; non è esattamente il caso del Gronchi Rosa, il quale più che alla sua scarsa reperibilità deve il prestigio alla vicenda che lo vide dapprima concepire e poi, in men che non si dica, scomparire nel nulla.
Esso infatti vide la luce (nel senso di pubblicazione) la mattina del 3 aprile del 1961, per poi venire ritirato definitivamente dalla vendita negli uffici postali la sera del giorno stesso.
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